ketikella

col blog congelato da mesi, che gli si dovrebbe regalare un dominio, cambiare faccia, snellire il paratesto, altrimenti mica si può ricominciare come niente fosse…

coi soci di vari progetti collettivi abortiti variamente impegnati o decisamente svaniti…

con il vecchio sodale che - pur di farmi smettere di proporgli ogni mese un nuovo fantastico progetto web in cui mettiamo i commenti così, l’immaginario a rotazione; una cosa moderna, bla bla - ha persino promesso di rimettersi a postare almeno una volta al mese (il giuda, che si defilò pochi mesi dopo l’apertura di Lana Caprina)…

con mia moglie, addirittura, che prima non ne poteva più di vedermi sempre impastoiato al postaggio compulsivo come fosse un lavoro, ed ora, lei pure, mi dice: “ma perché non ti rimetti a scrivere”…

con tutte queste belle premesse, ho deciso di aprire il qui presente pollicino, tanto per divertirmi e di gran nascosto: quale giorno migliore di un ferragosto al lavoro, albergo vuoto e gran silenzio?

 

ritornerà il caprone di montagna ai fasti d’un tempo? chi può dirlo? e chi può dire se imparerò mai ad usare questo riassunto di meccanismo, se il primo passo è postare un vero e proprio testo diaristico, quando pare che Tumblr serva più da bookmarklet esteso?

l’idea sarebbe slegarsi dal senso d’obbligo, di servizio, notiziario, opinionaggio con cui il blog mi aveva soffocato, per ritrovare un po’ di libertà comunicativa, alla ketikella, in a very gggiovane mood :-)

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