tsc #4* - storie di bella gente
*tumblcamp situazionista clandestino #4 [i precedenti: 1 - 2 - 3]
dunque, ieri sono stato a Reggio Emilia - come annunciato - per farci cose che non avevo mai fatto e conoscere persone nuove ed altre che conoscevo già un po’ ma non avevo mai abbracciato; siccome poi oggi avevo altri impegni, questo resoconto me lo sono scritto un po’ sul treno del ritorno, però - va detto onestamente - su un taccuino brutto e di recupero, mica bello come quei che lì, ché son scrittori o fan finta bene, ci avevano un po’ tutti, anche se sembrava mi volessero bene uguale anche se io non ce l’avevo, il taccuino figo
è stato bello, intanto, vivere un po’ d’Emilia, che conoscevo punto e ho trovato accogliente come immaginavo, per la lentezza attiva e non torpida, il gran circolare in bici, la consapevole inclinazione al piacere di certe signore eleganti nei bar, devotamente intente alla scelta delle paste, come appetitose madamine gozzaniane
poi ho partecipato a questa famosa riunione di scrittori ed affini, aperta ed informale, e la cosa che m’ha colpito di più è che questi signori scrittori si chiamano quasi tutti Paolo e io ho pensato che fosse il nome di buon auspicio che danno ai figli da quelle parti per favorire la musa, ma poi mi è stato fatto notare che uno dei Paolo (Morelli) era di Roma, l’altro (Colagrande) di non ricordo dove ed il solo Paolo Nori è prodotto locale
è stato bellissimo lì, nell’androne di un cinema che sembrava di stare in un negozio, però un po’ più intimo e poi c’era anche il bar con dei prezzi bassi che a Torino te li sogni, dove tutti quelli veramente coinvolti - insomma non i passanti come me, che pure ce n’erano - avevan portato dei brani scelti per fare una cernita per il prossimo numero della rivista e - non solo se li proponevano ma - pure li leggevano, se non eran troppo lunghi, e così anche solo ascoltare e dire una cosa ogni tanto - e quanto ben considerato - era un po’ come far parte dell’autore plurale dalle molte voci
io avevo portato sì, delle cose mie, su suggerimento di Francesco, ma sono anni, tanti, che non scrivo racconti ed una vita che sono timido quindi non ho proposto né letto nulla, ma la prossima volta prometto che, dai, prendo fiato, e provo a donarmi un po’ anch’io
poi, dopo, abbiam cenato - e di che gran bene: salumi, lasagne e tortelli eccellenti - in sette che s’era rimasti: c’era Paolo Nori, ch’è uno intenso non meno della sua compagna (vigliacco se mi ricordo il nome) e poi c’era Elisabetta - una bella fiorentina al sangue - ed infine noi chaltroons ovvero Francesco, Ale, io e - ta-dah - Stefano / stark
ecco, qui magari eccedo, con tutto che mi pare d’aver già la braca al ginocchio, ma Stefano è stato veramente un gran piacere conoscerlo, ch’è uno che ne sa seimila, delle cose di ludoliguistica per cui mi strabatto da dilettante da una vita, e le regala e le spiega e le rende belle ed appetitose con un entusiasmo sereno e coinvolgente e - bon - era da un pezzo che non trascorrevo un dopocena così divertente e c’è da dire che riuscire ancora a bersi un bicchiere all’aperto non è stato male: me ne porto il ricordo nel claustrale inverno p.v.
un bilancio interessante, per una cosa che era nata soprattutto per conoscere di persona Francesco, di cui ammetto d’aver parlato poco ma… che vuoi dire quando poi ti trovi in un letto matrimoniale, in pigiama, a fianco di uno che sta leggendo un tuo libro di poesie che gli hai appena regalato?


