perdonare il successo
in uno di quei preziosi momenti in cui la weltanschauung si combina con la serendipity e la peristalsi, sono stato visitato da un pensiero laterale: oggi pomeriggio stavo in bagno, leggendo su Topolino la storia che Cavazzano e Faraci han tratto da Novecento di Baricco (si può leggere online) mentre su Viva Radio 2 Fiorello e Baldini spompinavano Faletti
ammiravo il tratto di Cavazzano, nei boxini e in certi dialoghi ritrovavo lo spirito da Gran Ruffiano di Cicciobello Scrittore, quand’ecco il Faletti, in radio, sospendendo i penosi revivalz di Vito Catozzo ed altre sepolte glorie comiche, si mette a cantare Minchia signor tenente
riascolto dunque il testo e mi accorgo che non è male; per associazione mi ricordo dei Barnum di Baricco, in particolare di uno in cui parlava di tennis, analizzava un errore marchiano di Becker in una finale di Wimbledon, mostrando come eoni d’allenamenti non ci salvaguardino dal cadere, magari proprio nel momento più importante
ricordo dunque anche di lui qualcosa che per me è stato significativo, mi ha aperto una finestrella nei pensieri che non s’è più chiusa, ed allora divento improvvisamente conciliante nei confronti di questi due soloni che, sì, magari si son presi troppo sul serio, senz’altro marciano su un sottile crinale di mestiere sopra l’abisso del proprio sacco vuoto, ma anche loro, vivaddio, prima d’aver successo e diventar bersaglio del patrio rodimento, talvolta hanno avuto qualcosa da dire, ne hanno azzeccata qualcuna
come dice un mio amico: anche un orologio rotto ha ragione due volte al giorno


