Napoli, difficile parlare di Napoli se non ci sei mai stato, vieppiù adesso che se dici Napoli tutti si mettono in modalità analisi sociale
però io a Napoli, che non ci sono mai stato, mi sono comunque legato d’affetto, per via di due amici, che non ho neppure mai visto
sono due amici in rete, ma due dei più intensi che ho ed in questo preciso momento di uno, quello che conosco da più tempo, non so più nulla da mesi - voleva scappare già alla fine dello scorso anno, spero ci sia riuscito - e l’altro, che ho conosciuto da poco, ha dei fatti di salute che però dovrebbero andare a posto in breve
sono due amici che magari non sono il napoletano che t’immagini se non sei mai stato a Napoli, almeno a giudicare dal fenotipo parecchio nordico che il vecchio amico mi ha fornito di sé e dal fatto che l’altro lavora con l’intelletto e difficilmente te lo immagini a cacciar zingari o bruciar monnezza, ammesso che quelli siano gli sport del napoletano tipo
però sono due napoletani, i miei amici, ed il mio cuore è legato a loro in un modo che magari è napoletano anche lui, ma non posso dirlo di sicuro: io a Napoli non ci sono mai stato, solo il mio cuore sì
ed ora, siccome Napoli ha i problemi che si sanno, e se hai vissuto abbastanza sai che è ciclico, quel tipo di problema napoletano, e poi siccome la coprolalia - dicono i francesi, che i napoletani se li son son legati a doppio filo nella propria cultura - il parlar di merda insomma porterebbe buono, io dedico a Napoli ed alla buona sorte dei miei due amici napoletani questa poesia di Ferdinando Russo - “Idillio ‘e mmerda” - recitata da Peppe Barra


