la vita del blogger, diceva quello, son mica fiorellini

qua sì, che il motto di eio ci sta tutto, ché bisogna stare attenti a quel che si scrive, roba che in potenza resta eterna dentro a memorie fredde e neutre, mica come la nostra che dimentica, seleziona e rimuove per farci continuare a viver tranquilli; scrivi e dimentichi ma il server - ambiguo nome - trattiene tutto e così ad esempio, dopo anni, puoi trovarti un troll avvinghiato alle costole perché un giorno l’hai giudicato

e passi ancora se te la prendi con uno che di mestiere comunica in pubblico - fatti suoi se non è in grado di regger critiche - ma che dire quando, com’è successo ieri, t’arriva una mail - accorata e civilissima - dal webmaster d’un sito - Camogli3D - che hai sbertucciato nove mesi prima, proprio tu, il simpatico blogger che ha scoperto l’errorino e se ne pasce, spalmando il lulz di sagaci considerazioni su “vide ‘o mare quant’è bello, spira chiù sentimento” dei freddi poligoni e via traccheggiando

subodoravi (“giustamente” dice il webmaster, la cui pacatezza ed onestà ti bruciano più che se fosse incazzato) ricche commissioni per tanto lavoro ed invece scopri che ha fatto tutto perché ci crede, per amore della sua città e della grafica 3D; che, nonostante abbia agganci presunti giusti, non ha avuto patrocini, figuriamoci danari: solo pacche sulle spalle e delusioni

scopri che Giorgio - questo il nome del webmaster - ha mappato, oltre a Camogli (che fu il primo Comune al mondo ad andare in 3D) anche Portofino; che ha lavorato per anni coi pochi aiuti d’amici commercianti ed infine spinto solo dalla passione, quasi come un simpatico blogger, però senza mettere in piazza il proprio ego (spudorati blogger, potrebbe oggi dire Nietzsche)

capirete ora un altro motivo, finora celato, del mio stato d’animo di ieri, che infinite addusse ambasce negli amici (e non metto più link: chi c’era sa, gli altri saranno risparmiati); insomma, dopo aver esaminato varie possibilità di haunting shadows sulle nostre tracce in rete, chiudo augurandomi che questi altri signori, con cui m’incazzai lo scorso gennaio, leggano e s’inalberino: in questo caso loro vendono, io sarei il cliente, vorrei proprio vedere come la metterebbero giù

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