acherare sempre, acherare tutti

siccome son caduto a guisa di gonade (qui la notizia, qui le geremiadi) e, nonostante la buona manualità m’abbia concesso di rimettere la bici in ordine di marcia, una delle leve freno è rimasta piegata e ballerina, son passato dal ciclista per chiedere se fosse possibile sostituirla

certo che sì, dirà il distratto lettore; un par di ciufoli, risponde l’attonito consumatore: non puoi sostituire una leva freno su una bici moderna, devi cambiare l’intero gruppo leva-selettore marce (beninteso: tutti e due, destro e sinistro) per un costo di quaranta euri

per quanto mi riguarda, il problema della spesa lo vivo minore, rispetto al dover gettare un apparato funzionante al 90% per recuperare quel dieci guasto (per buona sorte, la mia leva funziona ancora egregiamente, essendo appena disassata; quindi non la sostituirò e resterà lì a memento picio-che-sono)

quest’episodio minimo, però allegramente inserito in un contesto d’accumulo insensato di rifiuti funzionanti che urla l’inaudita (letteralmente) idiozia che ci sommergerà nella nostra merda, mentre mi fa apprezzare sempre più la logica rotafixiana, produce nella mia coscienza, d’abitudine rispettosa delle leggi, un curioso fenomeno di rivolgimento che mette in nuova luce episodi altrettanto comuni

così, nel ricevere in regalo da un amico alcuni dischi masterizzati (mentre ringrazio in pubblico l’amico - ch’è uno di noi tumbleri - non lo cito: vulisse mai la Polizia Postale intervenga a sciaradare “regalo” in “reato”) mi succede d’esaminare i dischi con sguardo nuovo ed antico insieme: lo spirito per cui da giovane volevo “fare il comunismo” si ripropone in tutta la sua essenza basica (fotti il sistema) e sono contento per ogni acquisto in meno, ogni fai da te, ogni chiamarsi fuori, non importa quanto cosciente, tuttavia resistente

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