la prima neve di quest’inverno impegnativo, a Torino, è caduta il 28 gennaio; in pochi giorni ne son scesi trenta centimetri, da allora solo rade spruzzate: noi nordici adusi abbiamo lasciato a centritalioti e sudici il brivido di mandare a rischio le solette dei monumenti e in greve ritardo i treni su da noi
per quanto il freddo porco contribuisca a mantenere le strade placcate, si circola bene da tipo due giorni dopo, però vi sono per tutta la città auto ancora ricoperte, che dunque non vengono utilizzate da ormai quasi venti giorni
e non sono poche: se ne trova una circa ogni sette, otto; e non sono carcasse abbandonate: sono recenti, modelli di lusso, utilitarie, suv, sportive
se nei primi giorni potevo immaginare pacati padri di famiglia prudenti e titubanti, dopo tutto questo tempo sono semplicemente sgomento: questa gente riesce improvvisamente a vivere senz’auto? possiedono tutti un Hummer da indossare insieme agli yellow boots?
e, infine, che tipo di povertà postmoderna esprime un Paese in recessione dove uno stronzo ogni sette può permettersi una Rc Auto per occupare cinque metri cubi di mondo con lamiera superflua?
(foto presa ieri in via Salerno)

