writing a La Turbie # 1
la Costa Azzurra era, un tempo non così lontano, baluardo difensivo ed è colma di resti della linea Maginot; c’è un forte anche sul punto estremo di quel promontorio di cui scrivevo ieri e, nei paraggi, un paio di caserme sventrate, ricoperte di writing e graffiti, roba che vado in sollucchero a fotografarla
ora vi metto la serie che ho fatto, so che a tanti di voi piacerà
se vi trovate in Costa Azzurra, tra Mentone e Nizza, proprio in mezzo c’è Montecarlo, luogo che vi consiglio d’evitare, vuoi per il traffico vuoi per il tripudio d’abuso edilizio - poi dicono il sud Italia - benché venga inspiegabilmente ammirato da molti ed abbaglia in effetti la notte, dimostrando oltre ogni analisi che non siamo meglio delle falene
ma su uno slanciato promontorio proprio sopra Montecarlo, un promontorio ricco di falesie che m’hanno rubato gli occhi (e non dico l’invidia, ché già uno fa il riccastro a Montecarlo, dovevano anche fornirlo di splendido calcare da arrampicare ad un quarto d’ora di marcia? vabbè); sulla sella di questo promontorio sta La Turbie, un paesino imprenscindibile per tanti motivi, tra i quali essere uno snodo della Grande Corniche
La Turbie, residenza dei monegaschi più accorti e meno appariscenti, conserva un monumento importante - il Trofeo delle Alpi, che io e consorte ci siam presi ben guardia dal visitare, intenti com’eravamo a far gli splendidi - ed un centro minuto e carrugio come molti paesini della zona (alcuni sono rifatti e pacchiani all’inverosimile: evitate Èze) e, soprattutto, ospita la trattoria Barbera - gestita da un’anziana donna che dev’essere stata una beltà - un locale improbabilmente autentico affacciato sulla strada principale, lato sinistro venendo da Nizza, quasi in fronte allla Mairie, fianco ad un fioraio
al di là di come ci si mangi - bene - la poesia della faccenda sta nel fatto che la trattoria esiste dal 1902, quando l’aprì sulla carrozzabile sterrata il nonno della proprietaria, ed è pressoché immutata da allora: cucina casalinga, vasellame random, bicchieri al piombo dall’aspetto secolare, assoluta indifferenza ai ritmi del profitto e del glamour che fanno sì che madame, in bassa stagione, apra verso le 11 per il solo pranzo e chiuda verso le 18, indifferente al brulichio di turisti e ricchi residenti in cerca di cena
una vera oasi, in un luogo tra i più opulenti (ma, onestamente, meno ostentati) del mondo, tra auto di lusso che ronzano e la celebrazione dell’effimero pochi metri di sprofondo più sotto, sul mare splendido: spero che la ricevuta che vi ho scansito spieghi il concetto meglio delle mie parole, se sapete cogliere i segni
- Mi appello al Quinto Emendamento…“
Marco Minghetti: Placida intervista
ha ragione Enrica: Mitì è sempre Mitì .-***
segnala skiribilla - una finta pigra al cui confronto sono un dilettante - via reblog da pensierispettinati, a sua volta in rilancio da strepitupido che ha quotato il post di OT:
Skiribilla ha aperto un account flickr in cui raccoglie fogli di scarabocchi, di quelli che si fanno mentre si è al telefono, oppure a una conferenza e si fa finta di prendere appunti: QUI.
Claudia aggiunge dunque, con maestra leggiadria, ora ch’è stata scovata:
Ehilà, ringrazio sentitamente! :o)
Volevo sistemare un po’ il template del tlog con una finestra meno intuitiva di flickr (appunto) di quella che c’è ora e poi chiedere ufficialmente se c’è chi ha voglia di mandarmi via mail un foglietto di appunti o disegnini vari, ché lo metto lì, aperto alle critiche e al pubblico lubidrio.
Ok, approfitto e chiedo ORA.
:o)
io, che sono appena tornato ad amoreggiare con la penna, non posso farmi scappare il reblog, confessare che so di questa bella iniziativa da un po’ ed infine raddoppiare l’invito
dai, imparate anche voi a perdere tempo, a recuperare il compenso di segni incuranti che vi scarabocchiano l’anima e vi dicono meglio degli arzigogoli con cui cercate di strutturarla a parole, infide, scivolose
cor|ri|spon|dèn|za
una parola con molti significati, che sto esplorando, nel tentativo di attuare l’etimo di corrispondere, quando recita “essere in armonia”
percorro strade di scrittura più intima, un po’ mi dispiaccio di tralasciare questo mio bel luogo pubblico, soprattutto di non leggere gli amici, che però restano nel cuore, per come li ho conosciuti, per come hanno voluto farsi conoscere
poi è solo un passaggio, e torno più chaltroon che pria, tranqui
ché, insomma, era per dire che ‘sto Pezzali qui sotto, ‘un si può più verè: mo’ inizio a mettere qualche foto delle vacanze, va’
Max Pezzali - Eccoti (via Odrag)
fan tanto gli intellettuali, poi vanno a villeggiare in Costa Azzurra come un qualunque pensionato Fiat, tornano e… Max Pezzali?!?
ma ci rendiamo conto? e la dignità? la… cosa?
(eh, sì, c’è anche una dedica, ma come diceva quello lì bello ed inutile, “sono fatti miei”)
.-P
ed ecco il secondo reminder
(ed ora me li leggo con comodo)
già che si deve ricominciare e sono in modalità fanciullo che non ne avete idea, lungi da me affrontare tutto ‘sto passato incombente di mail, newsletter, feed e salqatso cos’altro; occupiamoci di cose serie, va’: di fumetti, ad esempio
questo è il primo degli arretrati, per il solito reminder
uhm, ecco, sì...
io sarei tornato dalla vacanza, sì, ieri pomeriggio
tutto benissimo, grazie
poi vi metto le foto
quelle sceme, ok
e vi racconto qualcosa
ma con calma
che adesso non ci ho tanta voglia
no, non di scrivere, anzi: sto scrivendo tantissimo, ma non pubblico
e non leggo neppure, o meglio leggo su carta, che sarebbe poi anche dove scrivo
ho preso una sbandata per un antico amore, la scrittura manuale, e poi ci sono cose grosse nella mia vita ed insomma non ho tanta energia per star qui a menarla: fortunati voi!
e son felice, eh, una cheephra - tenetevelo per inteso ,-)
se qui magari, per qualche giorno, l’ambiente parrà un po’ fané, il vostro amatissimo riprende a pieno regime la militanza nel circolo dei guastatori e la vigilanza sul locale da ballo
ci si rilegge, dai
questa è l’improbabile cartola promo d’un corso-laboratorio teatrale creativo con tanto di drammaterapeuta bla bla bla: dodici incontri di due ore per la duecentocinquanta euri, a Torino (vari telefoni - 011.748706 – 348.0539073 – ma gnanca un maispéis)
come direbbe uno: secoli di lotte, il femminismo e poi… Sentirsi gnocca
apperò, ma anche… leggi il bujardén dietro e, tra le pieghe del creativese, c’è pur qualcosa (ora trascrivo - siccome niente sito - tagliando selvaggiamente per travedere il senso)
Dicesi “gnocca” una donna che piace, come un buon cibo nutriente: gli gnocchi appunto. Questo corso riguarda il sacrosanto diritto […] di ritrovare la nostra bellezza nutritiva. La bellezza è nello sguardo: di chi ci guarda […] e di come guardiamo.
[…] [è] un percorso creativo di bellezza dell’anima grazie alla sapienza del corpo.
[…] giochiamo ad essere belle [..] finché la nostra bellezza personale e profonda sarà rassicurata e non avrà paura di manifestarsi.
vedi un po’: tolte tutte le parti d’intrattenimento e di markettamento, ne esce un pezzo sapienziale buono per - diciamo - un Coelho, che però, tipo biglietti dei cioccolatini, ci ha la grande verità dentro (che, se la capisci, non cacci i duecinquanta e te li godi altrimenti :)
ecco, io ora vado via per una settimana con la donna della mia vita, dedicando questa chiacchierata a tutte le donne che hanno capito, con un bacio speciale ad un’anima bambina che mi dà tanta gioia, il che dimostra ancora una volta, ce ne fosse stato bisogno, che razza di formidabile entusiasta impunito adultescente chaltroon io sia
vi lascio raccomandandovi questo racconto di Aitan, tra le Belle Storie sul blog di Barbara Garlaschelli
auguratemi in cambio di poter avere un po’ di requie - in questa settimana di vacanza - dalla mia onicofagia, che di recente tenevo a bada ma in questi giorni, mmmh
ah, devo ancora mettere un post qui ed altri altrove, non ho mica fatto la valigia, ché son passati degli amici e s’è invece aperte bottiglie; domani mi sveglierò all’alba, guarda che ora è… aiut, sgnam, grrr)


