in reblog da pensierispettinati:
On The Set Of Metropolis
ah che meraviglia, come sarebbe stato bello essere lì (magari però non con quelle sfumature anni ‘20, eh :)
Squonk » Quando sarai grande (via puScic)
ma che è qui? la Sagra del Singulto? l’Olimpiade della Lacrima? facciamo a gara a chi piange più lungo? ma non era, questo coso Tumblr, il Reame del Lolcat, la Terra del Cazzeggio, del Gattino, della Bella Foto del Bel Culo?
vabbè, Marchino, ti ringrazio di quest’altra dose di commozione: ho lasciato il mio commento in fila ad una serie di proteste simili (“sono in ufficio, mi si presume aitante e splendido, non posso mica averci l’occhio annacquato”) ed invito i coraggiosi con prole a leggere il post di Sir Squonk e vedere a quale paragrafo si sciolgono
Quando siamo arrivati a parlare di vita e di morte, le ho detto: “Non mi lasciare mai a vivere in stato vegetativo, in dipendenza completa da una macchina e alimentandomi da una bottiglia. Se mi dovessi vedere in questo stato, spegni gli apparati che mi tengono in vita.”
Allora lei si è alzata, ha spento la televisione e il computer, e mi ha tolto la birra…“
Testamento biologico | malafemmena
dal post - segnalato ieri da Mitì - in cui la dottoressa Dania esprime il suo libero arbitrio, che è tutto quanto ci è dato finché ce lo possiamo permettere, ché gli avvoltoi dalle ali di fede fasulla non planano ancora intorno alla nostra debolezza inane, uno svagato ma profondo commento di kristallino, per tornare a fare quanto di più necessario per celebrare la vita: ritrovare un sorriso, sempre
Metilparaben: Paolo Ravasin, il testamento biologico e una richiesta ai blogger
ricopio paro paro il post di metilparaben (segnalato ieri da HCJ, sempre il mio amico William ed aggiungiamo così un altro tassello al discorso testé fatto…)
L’uomo che potete vedere e ascoltare nel filmato […] si chiama Paolo Ravasin, presiede la Cellula Coscioni di Treviso ed è malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Pochi giorni fa Paolo ha registrato in questo video il proprio testamento biologico, affinché nessuno possa affermare, anche fra cent’anni, che vi siano dubbi sulla sua effettiva volontà.
Quello che vi chiedo, se anche voi avete a cuore la libertà di scelta e l’autodeterminazione delle persone, è di scrivere un post e inserire il filmato sul vostro blog, utilizzando il codice che potete scaricare cliccando qua: in modo che i soliti chiacchieroni, quelli che sparano anatemi e sentenze dalla mattina alla sera, si facciano una vaga idea dell’argomento di cui si riempiono la bocca.
E magari, chissà, si vergognino e tacciano per un po’.
Grazie a tutti per quello che potrete fare.
Mina & Alessandro.
in quante battute si può spiegare l'amore? quante ne servono per la compassione?
con l’animo già scosso, ieri, da vicende di pesa umanità che m’hanno coinvolto in discussioni laceranti sia con le persone con cui lavoro e poi, a sera, con mia moglie (va tutto bene, son passaggi, nessuna vittima) riapro la dashboard per finire la giornata di letture (son altre condivisioni) ed inciampo sul grido di William che ribloggo aggiungendo un galoppo di parole che forse non si spiega (ma c’è sempre bisogno di spiegarsi?) e che, per chi l’avesse vissuto con perplessità ma avendone avvertito l’urgenza, può essere integrato almeno dalle letture dei commenti che ci siamo scambiati nel mio reblog e dalla successiva pubblica risposta di William
gli è che poco prima, sempre da lui, avevo letto questo post sull’angosciante vicenda di Aldo Bianzino (che non conoscevo) e, nel post, oltre che di Federico Aldrovandi (storia che seguo) si parlava di un’altra vittima, Riccardo Rasman (altra vicenda a me ignota)
insomma: il momento storico è quel che è, l’ingiustizia ciò che sempre è stata, il mio momento era anche lui non granché: la mia capacità di compassione ha fatto tilt, me ne sono uscito con un grido strozzato di cui forse il solo William ha com-patito la necessità, seppure non tutta l’origine e le concause
ora, magari, aggiungere tutte queste parole non sposta di molto i termini della questione e neppure chiarisce granché di ciò che è indicibile, ma intanto mi sono appuntato qui tre nomi, per ripassare alla prima occasione di maggiore integrità ad immergermi in altrui dolori, cosa che peraltro era mia intenzione, con questo polverone di righe, invitarvi a fare
l’avete letto, il post di William, stasera? leggetelo
io amo quest’uomo: chiunque abbia letto le mie poesie, oppure le poesie che ho letto, potrebbe capirlo, se avesse sufficiente empatia, riuscisse ad uscire dal sé
degli altri, non ce ne frega un cazzo, salvo che non possiamo smettere di amare anche loro
(tanto amore perdona anche i perché con l’accento grave o le “ò” con l’apostrofo in luogo dell’accento: l’autentica urgenza non va mai confusa col blaterare dei più)
invitato da Claudia, che ha incontrato un bel manipolo d’imbrattatori qualche sera fa, leggo un post dello sceneggiatore Roberto Recchioni
[…] “Questi son pennarelli da lucido, se li usi sulla carta normale non vanno bene…”
“Guardi, le assicuro che nel mio mestiere si usano così… lo faccio da quindici anni, si fidi!”
“Le dico che questi son da usare con i fogli da lucido!”
E continua a agitarmi il blocco sotto al naso. […]
il surreale siparietto, che naturalmente va gustato in integrale, m’ha fatto tornare alla mente una strip da un numero de Il Male del febbraio ’79 (il numero più vecchio che posseggo) così son salito sulla scaletta fino all’ultimo piano della libreria, ho inserito l’ingiallitissimo artefatto sullo scanner et volià (dice: ma si vede niente; risponde: l’ho anche lavorato e salvato in .pdf su Issuu, così ve lo potete leggere per bene)
ad unanime giudizio della giuria, composta dal me medesimo, si assegna al tumblelog di JunkiePop un’ovazione per la miglior grafica del mondo tumblero mondiale (e guardate bene i credits in fondo)
anche l’esergo merita:
“Perchè forse alla fine era meglio morire piccoli che vedere Jar Jar Bings o Winona Ryder rubare un perizoma e dire che non era vero”
Démonstration en vidéo d’un ouvrage en relief rempli d’ingéniosité: sur chaque page se déploient des formes découpées dans du papier. Le livre de Marion Bataille est un abécédaire animé en trois couleurs: rouge, noir et blanc.
un abbecedario pop-up!
seguite il link e guardate il video (dura un minuto)
se non vi commuovete e non riuscite a controllare il desiderio di maneggiarlo e possederlo, ecco, diciamo che tra noi non c’è molta stima .-P
(via placidiappunti)
timido ma sveglio, il ragazzo .-)
The Anti-Feminist Online Journal
quel sito lì segnalato ieri da Davide L. Malesi è meglio di Cronaca Vera: non mi ci staccherei più
altri titoli?
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Violenza di Genere e Segnali Stradali Paritari
- Piccole bugiarde e Biciclette per sole donne
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Pedofilo maschio condannato a due anni. Poi si scopre essere una femmina: Sentenza Annullata
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Preside donna afferra bambino per i testicoli
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Donna si schiaffeggia da sola, poi accusa il marito di “percosse”
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Surriscaldamento della terra colpa degli uomini - Donne le principali vittime
quando si dice un consiglio culinario: Lorenzo, impegnato in una delle sue note interviste impossibili, ci rivela il segreto per scegliere il melone
sei vip e non lo sai, le volte
oggi pensavo che mi chiamo Nicola come il presidente francese e sono di Torino come sua moglie: uno ci ha dei quarti di vipperia e neppure se ne accorge
da Taiwan, un’idea semplice e geniale per risparmiare l’energia che un treno consuma per fermarsi e ripartire: si tratta di due navette per il carico e lo scarico dei passeggeri, una che aspetta in stazione e viene agganciata, l’altra che viene rilasciata ed in stazione si ferma, mentre il treno prosegue la corsa
del progetto parla il blog FuturoProssimo di Gianluca Riccio, cui vi rimando per altri dettagli e, mentre ringrazio Gianni per averla segnalata, v’invito a guardare il video; capirete subito perché ho scelto di postarlo in luogo d’un link all’articolo di Riccio: la straniante voce marzial-bambolescente del commento coreano, l’impagabile presentazione dell’inventore col modellino che pare fatto in pongo


